Carlo Gemmellaro

Carlo Gemmellaro (Nicolosi, 14 novembre 1787 – Catania, 22 ottobre 1866) naturalista egeologo italiano, si distinse presto negli studi e conseguì la Laurea in medicina e chirurgianel 1808, presso l’Università degli Studi di Catania.

Per sette anni fu al seguito dell’Armata Britannica impegnata contro Napoleone. Viaggiando da un capo all’altro dell’Europa, poté studiare, collezionare e catalogare rocce, minerali, fossili e ogni altro possibile oggetto di studio. Tornato a Catania pubblicò, attraverso l’Accademia Gioenia di Scienze Naturali, istituita nel 1824, i risultati delle sue ricerche, dando impulso alla Geologia, a quel tempo in Sicilia quasi sconosciuta, creando a Catania una scuola geologica di fama europea. Nominato professore di Storia Naturale all’Università di Catania, con una serie di lavori, redasse uno studio della stratigrafia della Sicilia, della fauna del golfo di Catania, e dell’origine geologica di molti terreni siciliani. Elaborò una delle prime carte geologiche della Sicilia.

Quando emerse il vulcano dell’Isola Ferdinandea, si affrettò a studiarlo e ne disegnò anche delle tavole prospettiche.  “Se l’uomo sente tremarsi sotto a’ piedi la terra, e vede una montagna eruttar dalla cima, immezzo ad enormi colonne di fumo, masse di infocate materie, ed aprire i di lei fianchi per dar uscita ad orridi torrenti di lava brucianti e desolatrici,non può non riguardare i fenomeni de’ vulcani come i più grandiosi, come i più sorprendenti della natura…”. Così si esprime Carlo Gemmellaro all’inizio della sua “Relazione dei fenomeni del nuovo vulcano sorto dal mare fra la costa di Sicilia e l’isola di Pantelleria nel mese di luglio 1831”. Frutto di una ricognizione scientifica ufficiale verso quella che sarebbe stata più comunemente nota come Isola Ferdinandea, essa venne letta dal medesimo scienziato nell’aula magna dell’Università di Catania il 28 agosto dello stesso anno e rappresenta il resoconto scientifico più dettagliato di quel curioso fenomeno naturale destinato a concludersi nel giro di pochi mesi con l’inabissamento della medesima isoletta.

Nel 1832, presso l’Università di Catania, istituì l’Osservatorio Meteorologico, dotandolo di strumenti, come un pluviometro  di sua invenzione.  Egli nonostante tutti i suoi impegni di studio e la produzione di saggi scientifici trovava anche il tempo di dedicarsi alla letteratura e alla poesia. Nei momenti liberi era sua piacevole occupazione tradurre dal latino i versi di Orazio, e nel 1844 scrisse “Il Martirio di S. Agata”, dramma in versi dedicato alla patrona della sua città. Dotò l’Ateneo catanese del Gabinetto di Storia Naturale. Fu Rettore dal 1847 e membro dell’Accademia Gioenia diCatania, dell’Accademia dei Lincei di Roma, del Reale Collegio dei chirurghi di Londra, dell’Accademia Sankenbergiana di Francoforte sul Meno, dell’Istituto Colombiano di Washington e della Società Geologica di Francia. Nei suoi settantanove anni di vita Carlo Gemmellaro viaggiò moltissimo e scrisse propugnando la necessità di realizzare il Porto di Catania, indispensabile alla città per il suo sviluppo commerciale; scrisse anche sullo sviluppo dell’agricoltura in Sicilia e sul Risorgimento siciliano. Come geologo e vulcanologo studiò l’Etna. I suoi studi sono riassunti nella monografia “Vulcanologia dell’Etna 1859-1860”.

Si spense a Catania il 22 ottobre 1866.

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